Refferal marketing, una questione di fiducia

Nel 2017 l’espressione “fake news” è stata votata parola dell’anno dai lettori di importanti quotidiani internazionali. Questo perché, secondo molti analisti, le fake news hanno influenzato eventi di portata storica come il referendum sulla Brexit e l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti. Un fenomeno difficile da arginare, che è alla base anche di un effetto positivo che si sta manifestando nel mondo del web marketing, dove si riscopre l’importanza di concetti quali “fiducia”, “consiglio” e “passaparola” proprio nell’epoca delle notizie false.

Un’indagine dell’istituto Nielsen chiedeva nel 2015 a un panel di consumatori di indicare le fonti verso le quali si nutre maggiore fiducia e se ne valuta il consiglio in vista di un determinato acquisto. Il 56% ha risposto di fidarsi dell’email marketing, il 66% di seguire i consigli pubblicati online dagli utenti nei commenti, il 70% di fidarsi dei siti web e dei canali online appartenenti a un brand, mentre 83% di seguire i consigli di amici e parenti.

Più propensione all’acquisto con il refferal marketing

Lo studio è ancora attuale e utile a spiegare il successo del refferal marketing, fenomeno in cui un utente diventa ambasciatore di un prodotto o servizio rendendolo più appetibile a persone da lui conosciute. Si crea così una relazione basata sulla fiducia che porta molto facilmente all’acquisto, così le campagne di refferal marketing si candidano ad essere un trend di comunicazione anche per il 2018, uno strumento che le aziende possono valutare e includere nei loro piani di marketing.

Il refferal marketing garantisce costi per acquisizioni più facilmente definibili, poiché una piattaforma di refferal marketing lavora su una quantità costante di clienti. Le statistiche riportano alcuni dati sui clienti agganciati dal refferal marketing: risultano invogliati a spendere somme maggiori e a ripetere gli acquisti con una frequenza maggiore, proprio perché intercettati da un ambasciatore di cui si fidano. Questo genera – secondo alcuni studi – acquisiti superiori in valore del 25% rispetto ad altri strumenti di web marketing, nonché un passaparola che si propaga verso altri clienti con risultati soddisfacenti, generando effetti positivi a cascata.

Come individuare un ambasciatore

Nell’implementazione di una campagna di refferal marketing, vanno dunque individuati consumatori effettivi o potenziali che hanno vissuto un’esperienza positiva con i prodotti, i servizi o l’azienda stessa. Occhio dunque a recensioni e commenti positivi per il recruitment. L’utente in questione viene solitamente premiato con sconti, buoni acquisto e altri incentivi, diventando ambasciatore del brand presso i suoi amici. Nella sua attività di passaparola, l’ambasciatore può essere coadiuvato da video o altro materiale di supporto prodotti dall’azienda per spiegare al meglio offerte e caratteristiche dei prodotti.

Sharing is caring!